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Autore Messaggio
Davide49



Registrato: 31/05/06 14:42
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MessaggioInviato: Lun Feb 08, 2010 11:20 am    Oggetto: Rispondi citando

concordo pienamente con quanto detto dalla dottoressa Albano ("devi star bene prma di tutto con te e, poi, secondariamente fare una scelta in base alle tue esigenze e non, esplicitamente, a quelle degli altri").
e anche con l'intervento di Sarina85 ("La paura di restare soli fa commettere atroci sbagli. Liberatene").
sappiamo tutti, però, purtroppo, fra senso del dovere e bisogno di essere se stessi si creano quasi sempre, nel concreto del nostro vivere, delle dinamiche difficili e dolorose da risolvere.
e questo fa parte ancora del nostro vivere, come il fatto di trovarci spesso davanti a scelte molto molto problematiche, non facili (e sicuramente anche queste difficoltà si collocano con esattezza nel nostro percorso di maturazione interipre)
saper fare scelte in base alle proprie esigenze, non in base a ciò che gli altri si aspettano da noi o in base a sistemi di valori che ci sono stati trasmessi, o che ci siamo lasciati trasmettere. è il bisogno primario, spesso resta il sogno.
penso che a volte (e lo abbiamo visto anche in diversi casi di questo forum) possano passare anni, anni prima che certe tensioni si risolvano in una scelta, primo di trovare il coraggio di tagliare legami, bruciarsi ponti alle spalle, o a volte perfino arrivare a capire che restare nella situazione attuale può essere la meno dolorosa, per come si è strutturati, o finché le cose non si chiariscono meglio, o non avviene dentro di noi il cambiamento necessario.
anche questo è un limite col quale imparare a convivere, almeno finché il dolore che tale tensione crea non sia talmente inopportabile da farci dire che qualunque scelta è migliore, e che sarà la scelta a cambiarci (si spera).
io credo che spesso in teoria sappiamo benissimo cosa vogliamo o dobbiamo fare per il nostro bene, ma quando mai le situazioni in cui si cala il nostro vissuto sono sono così lineari da poterci portare a prendere le decisioni che sappiamo essere le più giuste.
non è per niente facile vivere e scegliere, eppure proprio in questo sta la nostra grandezza, e in questo si gioca la nostra libertà, di come vivere la nostra unica vita.
gli altri ci possono dare un aiuto, ma piccolo, benché importante, fare riflettere su qualcosa che noi non riusciamo a cogliere ma altri dall'0esterno colgono invece meglio di noi, aiutarci a sbrogliare la matassa e chiarire un po' la confusione. ma alla fine tocca sempre a noi, a noi, decidere dove guidare l'auto, e trovare l'energia per andare avanti.
mi rendo conto che scegliere (qualunque cosa, giusta o sbagliata che sia, istintiva o meditata, di rivoluzionare la propria vita o di rimanere nei binari in cui la si è condotta finora) richiede un grandissimo coraggio, tanta tanta energia, la si vede come punto di partenza ma in realtà è anzitutto il punto d'arrivo di un cammino, continua ad essere spesso una delle cose più difficili e al tempo stesso più importanti del nostro essere persona
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Feb 08, 2010 11:31 am    Oggetto: Rispondi citando

passo troppo tempo ad ASCOLTARE LA TRISTEZZA e i motivi della tristezza
tanto la temo che quasi la anticipo, come per pregustarla

è l'eterno farsi male di chi in famiglia non si è sentito amato, e quindi è venuto su insicuro, poca autostima, senso di eterna colpa - ma colpa di che cosa poi? -

il resto del senso di colpa me lo ha regalato la religione, per me grande fabbrica delle mie paure, del mio esagerato, assurdo, insensato senso del dovere, e da lì altri quintali di infelicità e scelte autolesionistiche

per me la religione ha molto da dare, moltissimo, ma al tempo stesso ha anche molto a che fare con la paura, col senso di colpa, con l'infelicità, con la fatica di vivere... con molte fra le peggiori guerre e atrocità della storia
è una medaglia con due facce, la religione

chiusa la parentesi

devo imparare ad ASCOLTARE LA PACE
tempo, non ne resta tanto, credo
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Mar 08, 2010 8:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Lala ha scritto:

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

salmo 23


cammino in una valle oscura
e il tuo bastone e il tuo vincastro
mi hanno sempre fatto paura
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Mag 10, 2010 9:32 am    Oggetto: Rispondi citando

e, nonostante tutto, sempre questa sottile gioia di vivere...

credo che mi dispiacerà un giorno andarmene dalla vita
è stata difficile, ma stupenda
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Davide49



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MessaggioInviato: Mar Mag 11, 2010 10:56 am    Oggetto: Rispondi citando

sa un po' di retorico ma è così, credo che ne valesse la pena
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Davide49



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MessaggioInviato: Ven Mag 28, 2010 6:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

"creare qualcosa che rispecchi l'Essere e l'Amore assoluto

è la cosa più straordinaria che esista!

Ma si campa senza rendersene conto".




(da "La bottega dell'orefice" di Karol Wojtyla, Libr. Editr. Vaticana)
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Davide49



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MessaggioInviato: Dom Mag 30, 2010 7:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

"Certe volte la vita umana sembra essere troppo corta per l’ amore. Certe volte invece no - l’amore umano sembra essere troppo corto per una lunga vita. O forse troppo superficiale. In ogni modo l’ uomo ha a disposizione un’ esistenza e un amore – come farne un insieme che abbia senso?
E poi questo insieme non può mai essere chiuso in se stesso. Deve essere aperto perché da un lato deve influire sugli altri esseri, dall'altro deve riflettere sempre l'Essere e l'Amore assoluto. Deve rifletterli, almeno in qualche modo".

(da "La bottega dell'orefice", di Karol Wojtyla)
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Davide49



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MessaggioInviato: Mar Giu 01, 2010 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

"Voglio dire che la gente si lascia trascinare dall'amore come se fosse un assoluto, anche se mancano le misure dell'assoluto. La gente segue la propria illusione, senza cercare d'innestare questo amore nell'Amore che ha una tale misura. Non hanno neanche il sospetto di questa necessità, perché sono accecati non tanto dalla forza del sentimento quanto dalla mancanza d'umiltà. E' una mancanza d'umiltà verso quello che dovrebbe essere l'amore nella sua vera essenza. Questo pericolo diminuisce se ne siamo coscienti. In caso contrario, il pericolo è incombente: l'amore cede sotto il peso della realtà quotidiana".

(da "La bottega dell'orefice", di Karol Wojtyla)
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Davide49



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MessaggioInviato: Dom Giu 06, 2010 5:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

... senso del dovere, che a volte è più forte dell'amore. altre volte invece l'amore è più forte del dovere.
il dramma è quando amore e dovere sono forti uguali. allora il dovere diventa un dramma, l'amore diventa un dramma, la scelta, qualunque essa sia, diventa difficilissima, quasi impossibile, forse impossibile, richiede comunque una forte violenza a quell'altra parte di sè e ha un costo di dolore altissimo.
di sicuro qualcosa si muove, ci si muove sempre, anche se non ce ne avvediamo. però su queste cose, secondo me, in età adulta e sul piano di valori consolidati da anni e anni, qualcosa si muove nell'arco di anni, molti anni.
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Giu 07, 2010 4:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

"io penso che la vita sia dura e difficile assolutamente per tutti nell'esatta misura che compete a ciascuno. Vista da fuori una situazione può sembrare più pesante di un'altra, ma è sempre n giudizio soggettivo, non siamo uguali e quel che è pesante per me non lo è per un altro e viceversa.
A me sembra che la vita spesso ci porti all'estremo delle nostre forze, a tutti quanti. Non siamo qui per goderci il riposo, eppure non credo neppure che siamo nati per soffrire. Forse prima o poi giunge il tempo di chiedersi "che ci faccio qui? Perchè sono nato? cosa vuole la vita da me?" e non solo "cosa voglio io dalla vita".
(dr.ssa Eleonora Arduino, nel forum)
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Davide49



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MessaggioInviato: Sab Giu 19, 2010 9:29 am    Oggetto: Rispondi citando

DIALOGHETTO
fra D49 e l'amica A., coetanei over50

D49: "A., secondo te l'amore è una malattia?".
A.: "Secondo me, sì".
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DIAMANDA



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MessaggioInviato: Gio Lug 01, 2010 3:51 pm    Oggetto: super io Rispondi citando

sì,questo del super_io è anche il mio problema.questo genitore che ha insegnato il rispetto delle regole alla fine diventa un peso dentro di noi ed è difficile liberarsene per godersi la vita appieno e senza farsi sempre mille scrupoli e pensare sempre agli altri.anch'io sono arrivata all'età di ben 39 anni e sto ancora lottando per riuscire a fare ciò che desidero davvero e ciò di cui ho bisogno,senza ascltare più la voce di questo giudice interiore perfetto e indistruttibile.è arduo però il cammino. un super io così gigante è difficile da smontare,ci vuole una piccola pietra come quella che Davide tirò a golia,il problema è trovare questa pietra e smontare il mostro interno con un colpo solo. io non ci sono ancora riuscita ma spero sempre di poterlo fare.
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m'illumina il buio.
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Davide49



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MessaggioInviato: Gio Lug 01, 2010 4:55 pm    Oggetto: Re: super io Rispondi citando

DIAMANDA ha scritto:
ci vuole una piccola pietra come quella che Davide tirò a golia,il problema è trovare questa pietra e smontare il mostro interno con un colpo solo


la piccola pietra non può che essere l'amore.
un problema è trovarla, certo, ma il problema ancora maggiore, per chi è strutturato a ubbidire all'autorità, è trovare il coraggio di lanciarla, in altre parole decidere che per noi "il re è nudo" e dargli un calcio nel sedere.
un po' di autoironia e senso dell'umorismo a volte aiutano. ma per fare un lavoro a fondo, ci vuole ben altro!
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Lug 12, 2010 12:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

...la risposta non è da "cercare" ma da "ascoltare", è già dentro di noi, magari sepolta sotto qualche quintale di paure.
non è tanto qualcosa da "costruire" ma piuttosto da "fare emergere".

mi viene in mente Michelangelo scultore. diceva che la statua non era da fare, ma era un togliere tutto il marmo inutile che c'era in più.
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Davide49



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MessaggioInviato: Lun Lug 12, 2010 12:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

penso che oggi tutti quanti siamo sottoposti a una fortissima pressione culturale e sociale, una pseudo-coscienza collettiva sessual-romantica (film canzoni pubblicità tv internet ecc.) per cui se non sei in coppia ti senti un niente, ti senti diverso e non ti accetti, ti senti solo perché non sei come gli altri, stai male, scoppi. ma in realtà tu non saresti portato per la coppia
e in tal mondo si formano coppie che con relativa facilità oppure anche molto dolorosamente presto o tardi scoppiano, perché credo che appunto non tutti siamo fatti per stare in coppia, ma quel condizionamento culturale confonde molte idee su se stessi e su ciò che si è davvero.
secondo me gli estremi si toccano: avere tante relazioni in successione, per me è sostanzialmente come non avere vera relazione di coppia. sono due modalità diverse di restare single.

se c'è una cosa che per me è l'esatto opposto della noia, è il rapporto stabile, profondo, duraturo. ho conosciuto coppie che dopo 30 o 40 anni si desiderano e si amano. arrivarci, per me questa è grande sessualità, è grande amore. e credo che per arrivare a realizzare una cosa così grande, a realizzarsi così fortemente nella coppia, credo che ci voglia tanta tanta tanta capacità di donarsi, e di perdonarsi.

personalmente ho invece sempre trovato e trovo sempre più noioso il copione sempre uguale dell'innamoramento/emozioni nuove/corteggiamento/seduzione reciporoca/conoscersi più o meno superficiale/mostrare la parte che si crede più bella di sè/indossare sempre il vestito della festa/ecc.
è un momento importante anche l'innamoramento, ma per me è davvero importante solo l'amore, quello che dura, sempre diverso, quello che resiste, che non teme le prove, che sfida la quotidianità e che osa dire "per sempre" o almeno ci crede e ci prova.
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