ABSTRACT DELLA RIVISTA
“GLI ARGONAUTI – PSICOANALISI E SOCIETÀ”

N° 158 NOVEMBRE 2018

 

Mark Leffert

Psichiatra e Psicoanalista con funzioni di training, supervisore e membro del Curriculum Committee del Nuovo Centro per la Psicoanalisi di Los Angeles, affiliato all’America Psychoanalytic Association e all’IPA

Nuove direzioni nella clinica psicoanalitica: il posto della comunicazione verbale e della cura nella situazione terapeutica
Prima parte (La seconda parte delle riflessioni di Mark Leffert sarà pubblicata nel prossimo fascicolo della Rivista n. 159)
Traduzione di M. Clelia Fabris e Cristina Oricoli

Abstract: Il sapere interdisciplinare che si sta sviluppando nel 21° secolo ci obbliga a ripensare a come comprendiamo i nostri pazienti, noi stessi, e al modo in cui ci occupiamo del nostro lavoro. L’articolo prende in considerazione due importanti aree di sviluppo nella clinica psicoanalitica; una visione più ampia del discorso terapeutico e il ruolo diretto della cura del paziente come una parte dell’azione terapeutica. Tradizionalmente, il discorso analitico è stato definito come uno scambio verbale che ha luogo tra paziente e terapeuta, a cui vengono associate varie componenti emozionali. Mostrerò che è necessaria una definizione più vasta, comprendente tutto ciò che avviene nella coppia analitica. Questo include la comunicazione verbale e non-verbale e cosciente ed incosciente. Argomenterò che la nostra convenzionale comprensione dell’ultima è messa in discussione dalla recente ricerca neuroscientifica e che questa distinzione è meno importante di quanto pensassimo. Come conseguenza, del ruolo della cura del paziente in via di guarigione e l’alleviamento del dolore e della sofferenza, non si è parlato e scritto molto; lascio che sia il lettore a stabilire in quale misura compiamo queste funzioni. Infine, richiamerò l’attenzione sulle distinzioni tra ciò che diciamo di fare clinicamente, ciò che pensiamo di fare, e ciò che, di fatto, realmente facciamo.

Keywords: Neuroplasticità, Conscio/Non-conscio, Memoria implicita/Inconscio dinamico, Analisi del Sé, Discorso terapeutico, Consapevolezza, Cura.

 

New directions in clinical psychoanalysis: the place of discourse and care in the therapeutic situation

Abstract: The interdisciplinary knowledge that is burgeoning in the 21 st century requires us to rethink how we understand our patients, ourselves, and how we go about our work. The paper explores two major areas of development in clinical psychoanalysis; a much wider view of therapeutic discourse and the direct role of care of the patient as a part therapeutic action. Traditionally, analytic discourse has been defined as the verbal interchange that takes place between patient and therapist, to which various emotional components are attached. I will show that a much wider definition is required, encompassing everything that takes place between the analytic couple. This includes verbal and non-verbal and conscious and unconscious communication. I will argue that our conventional understanding of the latter does not hold up well in the face of current neuroscience research and that this distinction is less important than we have thought. The second development, the role of care of the patient in healing and the relief of pain and suffering have not been much talked about or written about in our discipline; I leave it for the reader to determine to what extent we implicitly carry out these functions. Finally, I draw attention to the distinctions between what we say we do clinically, what we think we do, and what, in fact, we actually do.

Keywords: Neuroplasticity, Conscious/Unconscious, Implicit Memory/Dynamic Unconscious, Analysis of the Self, Therapeutic Discourse, Awareness, Care.

 


René Roussillon

Societé Psychanalytique de Paris

La rottura come analizzatore del legame

Traduzione di M. Clelia Fabris e Giada Piva

Abstract: L’autore prende in considerazione la rottura nell’ambito delle relazioni umane, in particolare di quelle che si fondano su forme diverse di amore. Fa l’ipotesi che la rottura sia un analizzatore della natura e dei costituenti del legame, e che per mezzo e all’interno di essa si rivelino aspetti del legame che unisce e collega i soggetti fra di loro. Attraverso la descrizione di un caso clinico, l’autore analizza i diversi livelli di investimento che entrano in gioco nella scelta di un partner amoroso, e che vanno a costituire lo sfondo su cui il rapporto va a costruirsi; vari “contratti”, più o meno coscienti e deliberati, andranno a costituirsi per stabilizzare il legame primario, messo alla prova dalla complessità dell’evoluzione del rapporto. Tali “contratti” struttureranno il legame e saranno lacerati al momento della rottura. Il modo in cui la rottura e i suoi effetti sono vissuti, dipende sia dal tipo di contratto (libidinale, narcisistico, simbolico) che dall’intreccio dei tre contratti tra di loro, dalla loro specifica combinazione.

Keywords: scelta del partner, rappresentazione d’oggetto, effetto illusione, contratto libidinale, contratto narcisistico, contratto simbolico, rottura.  


Alberto Eiguer*

Il nostro bisogno di un sogno

Traduzione di Luciana Bianchera e Giorgio Cavicchioli

Abstract: Questo articolo si occupa del bisogno di sognare sia durante il sonno che durante la veglia. Vengono esplorate due differenti dimensioni: il sogno della notte, essenziale alla nostra economia psichica, e la possibilità di allucinare i desideri repressi, capaci altrimenti di disturbarci ancor più delle immagini oniriche. Abbiamo infatti bisogno di fantasticare per affrontare i nostri interrogativi, rassicurarci di fronte alle difficoltà e prepararci ad affrontarle. Abbiamo anche la necessità di progettare noi stessi nel futuro e di potercelo immaginare radioso, per nutrire il nostro ideale dell‘io, cercando di renderlo più moderato e meglio adattato alla realtà di quanto non lo siano i sogni più utopistici. Tuttavia, le utopie non sono solo necessarie: esse propongono un ordine per organizzare dei dispositivi del futuro. A questo titolo ricordiamo la funzione delle utopie nella Storia che hanno preparato la società ai cambiamenti indispensabili al progresso dell’umanità. Infine, si troveranno punti comuni tra queste differenti forme del sogno.

The need for dreams

Abstract: This article concerns the need for dreams, both in sleep and wake conditions. It explores two different dimensions: night dreams, essential for our psychic economy, and the possibility to hallucinate our repressed desires, otherwise able to disturb us more than dreamlike images whilst sleeping. We need to fantasise: in order to face our doubts, to reassure ourselves against difficulties and to prepare coping with them. We have also the need for planning ourself in the future and to imagine it joyful: this feeds our ideal self, trying to shape it more moderate and more adapted to reality than in our most utopian dreams. However, utopias are not only necessary: they suggest an order to set the future. In this respect, let’s remember the function of utopias throughout History, preparing society to necessary changes for mankind’s progress. Finally, this article will highlight common points between these different forms of dream.

Keywords: Dream, Group, Therapy, Rêverie, Ideal

 


Eugenio Borgna

Libero docente e Primario Emerito di Psichiatria presso l’Ospedale Maggiore di Novara

Una riflessione


Irma Morosini*

La crisi nella coppia

Traduzione di Luciana Bianchera e Giorgio Cavicchioli

Abstract: Questo lavoro tratta della crisi nella coppia e della coppia. L’autrice presenta la posizione del terapeuta che, operando nella trama vincolare coniugale come “terzo”, può fungere da intermediario per chiarire confusioni, cambiamenti, malintesi e frustrazioni che presentano le coppie in crisi. Nell’articolo viene affrontato lo stato dell’illusione iniziale e gli ideali che indicano gli articolatori dell’investimento dell’“eletto”, articolatori che si sono ricevuti attraverso la trasmissione genealogica familiare. Viene evidenziata la necessità di analizzare l’interfantasmizzazione che circola attraverso la realtà psichica transoggettiva familiare e l’intersoggettività. Si segnala l’importanza delle vicissitudini dell’attaccamento nel vincolo coniugale. Si evidenziano forme di violenza nella coppia che consulta e che alla fine si mostra nello spazio terapeutico come spazio transizionale ed intermediario. Si presenta una esemplificazione clinica.

Keywords: interfantasmizzazione, confusione, attaccamento.

 

Relationship crisis

Abstract: This work deals with relationship crisis. The author shows the therapist point of view that, acting as third part of the couple dynamics, could behave as the intermediary in order to clarify confusion, changes, misunderstanding and frustrations inside the two. The abstract treats the status of original illusions and the ideals that identify the articulators of the placement of the so called ‘chosen one’, these articulators have been received through the genealogic transmission. It is underlined the need to analyse the interfantasmatisation that running through the trans-subjective psychic reality and the inter-subjectivity. It is stated the importance of the vicissitudes’ affection in the marriage. There are form of violence inside the couple that follows psychological paths and in the end it shows in the therapeutic space as transitional space and intermediate. Follow the clinical example.

Keyword: interfantasmatisation, confusion, attachment.

 


 

Sergio Fava*

Unità e molteplicità nel dispositivo di una psicoterapia individuale

Abstract: L’ Autore descrive e propone alcune considerazioni a proposito di una psicoterapia individuale di una paziente con nuclei difensivi di tipo psicotico. La paziente induce un setting multiplo che permette la messa in scena di tratti altrimenti poco integrabili. L’autore propone implicitamente dei collegamenti tra setting individuale o di gruppo e vertice istituzionale.

Keywords: istituzionale, difese psicotiche, psicoterapia individuale, setting, molteplicità.

 

Unity and multiplicity in an individual psychotherapy device

Abstract: The author describes and suggests some thoughts about an individual psychotherapy session with a patient with defensive psychotic nucleus. The patient brings up multiple settings that allow her to demonstrate features otherwise difficult to integrate. The author suggests implicitly some links between individual or group setting and institutional summit.

Keywords: institutional, psychotic defences, individual psychotherapy, setting, multiplicity.


 

Piergiorgio Bianchi*

Le maschere dell’Altro: Lacan con Hegel

Abstract: Fin dalla formulazione dello “stadio dello specchio” (1936), Jacques Lacan spiega il processo di costruzione dell’io attraverso la nozione di alienazione: legge Freud con Hegel. La cura analitica è una “esperienza dialettica” capace di produrre il vacillamento delle certezze dell’io e di svelare al soggetto la verità inconscia nascosta della sua storia. Lacan recupera il senso della Fenomenologia dello Spirito di Hegel attraverso il commento di Alexandre Kojève. Le figure del sapere che il soggetto incontra e in cui si identifica sono le maschere dell’Altro, che per Lacan è il luogo dell’incontro intersoggettivo, ma anche quello della verità del soggetto dischiusa dalla dialettica edipica.

Keywords: dialettica, alienazione, soggetto, cura psicoanalitica, verità inconscia

 

The masks of the Other: Lacan and Hegel

Abstract: Since the formulation of the “mirror stage” (1936), Jacques Lacan has exposed the process of ego construction by means of the notion of alienation: reading Freud through Hegel. Psychoanalytic care is a “dialectical experience” capable of producing the vacillation of the certainties of the ego and of unveiling to the subject the unconscious truth hidden in its history. Lacan finds the meaning Phenomenology of Spirit of Hegel in Alexandre Kojève’s commentary. The figures of knowledge that the subject meets and identifies with are the masks of the Other, which, according to Lacan, is the place of intersubjective encounter, but also that of the truth of the subject disclosed by the oedipal dialectic.

Keywords: dialectic, alienation, subject, psychoanalytic care, unconscious truth.


 

Gabriella Bonifaci*, Francesco Rizzo**, Alessandra Silvestro***

La terapia di gruppo per pazienti con Disturbo di Personalità: una palestra per l’identità sociale

Abstract: L’identità è una funzione fondamentale della mente che fornisce al soggetto il senso di un confine, di una forma del sé e di uno spazio esterno, altro da sé. L’identità si collega al concetto di senso di sé, inteso come un’esperienza che conferisce un certo senso di unità spaziale e temporale alla totalità delle attività mentali. Nei pazienti con disturbo borderline di personalità il senso di sé viene spesso percepito come caotico o svuotato e l’identità risulta sempre in bilico. La terapia di gruppo risulta essere particolarmente indicata nel percorso terapeutico di questi pazienti, perché la funzione di rispecchiamento, esperienza fondante l’identità primaria, è maggiormente attivata rispetto alla terapia individuale. Nel presente lavoro verrà illustrata un’esperienza di psicoterapia di gruppo avviata all’interno del CSM con giovani pazienti affetti da Disturbo Borderline di Personalità.

Keywords: psicoterapia di gruppo, identità, disturbo borderline di personalità.

Group therapy for institutionalized patients with borderline personality disorder. A training for social identity.

Abstract: Identity is a basic function of the mind, that gives to the subject a sense of border, a form of self and of an external space, different from itself. Identity is connected to the concept of self, understood as an experience that gives to the totality of the mental activities, a spatial and time unity. In patients with borderline personality disorder, the sense of self is perceived as chaotic or deprived, so that the identity is always precarious. The group therapy turns out to be particularly indicated for those patients, because the function of mirroring, which is the basics of the experience of the primary identity, is more activated than in an individual therapy. In this article we talk about a group psychotherapy’s experience, done by the psychiatric outpatients service of Padua with young patients affected by borderline personality disorder.

Keywords: group therapy, identity, borderline personality disorder


 

Mirko Trivisani*

Alcuni pensieri sul fenomeno del tormentato: il vincolo con l’oggetto agglutinato

Abstract: Il modello teorico di Bleger, con i suoi concetti di vincolo simbiotico, ambiguità, posizione glischro-carica e io-fattico può rappresentare, assieme allo studio di Amati Sas del sentimento della vergogna correlata alla dinamica dell’io e in rapporto agli oggetti esterni, un’importante via d’accesso ad una preliminare comprensione della particolare relazione oggettuale che sembra delinearsi nel così detto fenomeno del tormentato. Gli strumenti teorici di Bleger e Amati Sas fungeranno da bussola nell’esposizione di un caso clinico, una consultazione psicologica con finalità peritale.

Keywords: fenomeno del tormentato, simbiosi e ambiguità, vergogna.

 

Some thoughts on the phenomenon of the tormented: the bond with the agglutinate object

Abstract: Bleger’s theoretical model, with its concepts of symbiotic constraint, ambiguity, glischro-charged position and I-factic can represent, together with Amati’s study of the feeling of shame related to the dynamics of the ego and in relation to external objects, an important access to a preliminary comprehension of the particular object relationship, which seems to take shape in the so-called phenomenon of the tormented. The theoretical tools of Bleger and Amati Sas will act as a compass in the exposition of a clinical case.

Keywords: phenomenon of the tormented, symbiosis and ambiguity, shame.

 

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