ABSTRACT DELLA RIVISTA
“GLI ARGONAUTI – PSICOANALISI E SOCIETÀ”

N° 159 MARZO 2019

 

Davide Lopez

La terapia della conoscenza*

Abstract: La terapia della conoscenza (genitivo oggettivo) implica la considerazione del significato emotivo della verità, oltre la scissione tra conoscenza e terapia. Sul piano regressivo/difensivo, la necessità della verità manifesta il bisogno della rassicurazione, come certezza di esistere, di fronte all’angoscia di annichilimento, di follia e di morte. Sul piano progressivo esprime la volontà di potenza di un Io divenuto soggetto che riduce l’Universo a oggetto. L’analisi del significato complessivo del transfert – etimologicamente, “portare da un luogo a un altro” – suggerisce di indugiare nel far “venire alla luce” come disposizione attenta e accurata al dipanarsi dei nuclei conflittuali: attenta alle prospettive terapeutiche. Le soluzioni affrettate del conflitto edipico, immobilizzato nella conoscenza del “complesso”, producono l’atteggiamento scientifico, analitico-distruttivo, tipico del transfert negativo secondo. La consapevolezza è disposizione conoscitiva frutto del rapporto conscio-preconscio, tipico della persona. In quanto «sapere insieme» intra e interpersonale, essa formula interpretazioni comprensive della simultaneità creativa nel gioco dell’atto conoscitivo dello psicoanalista-persona. Egli è totalità libidico-emotiva e mentale che si rivolge alla totalità libidico-emotiva del paziente.

Keywords: Consapevolezza, Conoscenza, Terapia, Rapporto Conscio-Preconscio, Transfert, Interpretazione

 

The knowledge’s therapy

Abstract: The knowledge’s therapy implies thoughts about affective meaning of truth, to foster joining, beyond the split between knowledge and therapy. From the regressive/defensive level, the truth’s research shows the need to reassure oneself about the certainty to exist, confronted with annihilation, madness and death anguish. From the progressive point of view, it expresses the power of will of the Ego. The Ego states itself as subject that force the reality into the object condition. The comprehensive analysis of the transfert meaning clarifies the difference between the cognitive aim, that only repeats, and the therapeutic one, that transforms. The Oedipal Conflict hurried solutions, immobilized into the knowledge of the “Oedipal Complex”, produce the scientific analyzing, detailing-fragmenting, attitude characteristic of the negative-second transfert. The awareness is mental aptitude resulting from conscious-preconscious connection, typical of the psychoanalyst-persona. The awareness – etymologically: to know together (Latin etymology), intra and inter-psychically – expresses interpretations comprehensive of both, knowledge and therapeutic purpose.

Keywords: Awareness, Knowledge, Therapy, Conscious-preconscious connection, Transfert, Interpretation


 

Mark Leffert*

Nuove direzioni nella clinica psicoanalitica: il posto della comunicazione verbale e della cura nella situazione terapeutica (seconda parte1)

Traduzione di M. Clelia Fabris e Cristina Oricoli

Abstract: Il sapere interdisciplinare che si sta sviluppando nel 21° secolo ci obbliga a ripensare a come comprendiamo i nostri pazienti, noi stessi, e al modo in cui ci occupiamo del nostro lavoro. L’articolo prende in considerazione due importanti aree di sviluppo nella clinica psicoanalitica; una visione più ampia del discorso terapeutico e il ruolo diretto della cura del paziente come una parte dell’azione terapeutica. Tradizionalmente, il discorso analitico è stato definito come uno scambio verbale che ha luogo tra paziente e terapeuta, a cui vengono associate varie componenti emozionali. Mostrerò che è necessaria una definizione più vasta, comprendente tutto ciò che avviene nella coppia analitica. Questo include la comunicazione verbale e non-verbale e cosciente ed incosciente. Argomenterò che la nostra convenzionale comprensione dell’ultima è messa in discussione dalla recente ricerca neuroscientifica e che questa distinzione è meno importante di quanto pensassimo. Come conseguenza, del ruolo della cura del paziente in via di guarigione e l’alleviamento del dolore e della sofferenza, non si è parlato e scritto molto; lascio che sia il lettore a stabilire in quale misura compiamo queste funzioni. Infine, richiamerò l’attenzione sulle distinzioni tra ciò che diciamo di fare clinicamente, ciò che pensiamo di fare, e ciò che, di fatto, realmente facciamo.


 

Cristina Faccincani*

Evidenze di vita: spazi terapeutici tra sguardo e parola
“L’occhio percepisce ciò che la mente non sa definire” Paul Valery (1926)

Abstract: Attraverso due situazioni cliniche anomale, ma certamente esemplari, l’autrice analizza alcuni peculiari fenomeni psichici che caratterizzano la relazione analitica con i pazienti psicotici, in rapporto alla assenza di simbolizzazione. Le vignette cliniche mostrano come l’analista, o meglio il corpo e lo sguardo dell’analista esposto allo sguardo del paziente, possa fungere da veicolo di identificazioni simbolizzanti nel qui ed ora della seduta. L’evidenza di una presentazione affettiva radicata in un corpo (quello dell’analista) può costituire il fondamento sensibile a partire dal quale può generarsi il simbolo, attraverso una iniziale indistinzione fra registro simbolico e veicolo del simbolo (l’analista stesso). Il potenziale trasformativo di questi fenomeni transizionali di soggettivazione può esplicarsi a patto che l’analista rinunci all’uso difensivo delle teorie e delle interpretazioni e sappia inventare una terapia specifica per ogni paziente.

Keywords: psicoterapia psicoanalitica delle psicosi, Fenomeni transizionali di soggettivazione, Setting interno, Enactment, Simbolizzazione

 

Life evidences: therapeutic spaces between gaze and word

Abstract: Through two atypical but distinctive clinical situations, the author analyses some peculiar psychic phenomena that characterize an analytic relationship with psychotic patients, in relation to the lack of symbolization. The clinical samples show how the analyst, or rather the analyst’s body and gaze exposed to the patient’s gaze, can act as a vehicle of symbolizing identifications in the ‘here and now’ in the clinic assessment. The emotional presentation, which is well-established in a body (the analyst’s body), can build the sensitive foundation from which the symbol can be generated, through an initial no-distinction between symbolic register and vehicle of the symbol (the analyst himself). The transformative potential of this transitional subjectification phenomena can be explained as long as the analyst gives up on the defensive use of the theories and the interpretations and can create a specific therapy for each patient.

Keywords: Psychoanalytic psychotherapy of psychosis, transitional phenomena of subjectification, internal setting, enactment, symbolization


 

Irene Saterini*

Emancipazione come pratica nell’originalità di Lopez Il divenire oltre la “società di Gesù bambino”1

Abstract: Questo lavoro intende approfondire, tenendo insieme filosofia e psicoanalisi, alcuni aspetti originali nella riflessione di Davide Lopez. Egli riscontra, nella post-moderna “società di Gesù bambino”, l’annullamento nichilistico ed impotente delle diversità individuali, la polverizzazione delle responsabilità, la resa collettiva e la gioia maligna di “tirare giù” chi aspira al cambiamento ed alla propria realizzazione. Tuttavia per l’autore è possibile creare costruttivamente e positivamente a partire da tale fase iniziale di pars destruens, andando oltre. Il momento nichilistico ci può portare a ri-conoscere il circolo vizioso narcisismo-masochismo, il gioco dei doppi ruoli, la volontà di potenza come prevaricazione ed il Sé Luciferino. Distanziandosi da impostazioni promotrici di simmetria, Lopez attua un modello di prassi analitica mirante alla realizzazione dell’emancipazione e all’attuazione del divenire potenziale dell’analizzando.

Keywords: Emancipazione, Resilienza, Post-moderno, Tensione relazionale, Redenzione

 

Emancipation as practice in the originality of Lopez Becoming, beyond “child-Jesus society”

Abstract: Davide Lopez was not only a psychoanalyst, but also a critical thinker. This paper deals with the most original aspects of his works and of his training. Lopez described our time as a “child-Jesus society”, where everything is simplified, moved by impotence and irresponsibility. Despite all these drastic and nihilistic aspects, he thought it was possible to build an emancipated community, beyond the disease, by means of an empowerment of people. Intrapsychic conflicts and depression can disclose the chance of awareness and resilience, built through the wreckage.

Keywords: Emancipation, Resilience, Post-modernism, Relational Tension, Redemption


 

Maria Maddalena Viola, Giovanbattista Di Carlo*

Sándor Ferenczi: l’eco lontano di un pensiero psicoanalitico attuale

Abstract: Gli autori, esaminando l’evoluzione storica del pensiero di Ferenczi, colgono in esso le basi di un approccio incredibilmente vicino ai dibattiti che caratterizzano la corrente più moderna del pensiero psicoanalitico, quali l’attenzione alla soggettività dell’analista, l’utilizzo del controtransfert e la rivalutazione dell’influenza della realtà esterna sullo sviluppo dei disturbi psichici. Su questa scia, si propone un parallelo percorso di analisi letteraria del pensiero winnicottiano, disegnando un fil rouge che trova una sua conclusione nella considerazione finale secondo la quale la cura psicoanalitica si connota come un’esperienza emozionale, che abbraccia la coppia analitica e con essa anche la dimensione reale della relazione con l’Altro.

Keywords: Relazione psicoanalitica, controtransfert, trauma, soggettività dell’analista, intersoggettività

 

Sándor Ferenczi: the far echo of a current psychoanalytic thought

 

Abstract: The author, examining the historical evolution of the Ferenczi’s thought, found in it the foundation of modern approach and the current practice of psychoanalysis, focusing on the analyst’s subjectivity, the use of countertransference as a tool for analysis and, above all, the re-evaluation of the influence of external reality on the development of mental disorders. On this track, the author, proposing a parallel literary analysis of Winnicott’s thought, in which rediscover the thought of Ferenczi, and drawing a fil rouge that finds its conclusion in the final consideration that psychoanalytic treatment is conceptualized as an emotional experience, which embraces the analytic couple and with it the real dimension of the relationship.

Keywords: Psychoanalytic relationship, countertransference, trauma, analyst’s subjectivity, intersubjectivity


 

Alessandro Mazzocchi*, Irma Faranca**

Scenari di manipolazione e di crimine: quale psicoterapia per l’offender?

Abstract: dopo aver analizzato gli aspetti psicodinamici dei pazienti gravi e “difficili”, gli Autori esaminano gli Offender, convenendo che, almeno inizialmente, la struttura psicodinamica sia simile in entrambi, utilizzando il criminale gli stessi strumenti difensivi arcaici: scissione, negazione, ribaltamento della prospettiva e identificazione proiettiva. Attraverso quest’ultima il soggetto proietta le parti più tossiche della sua personalità in “contenitori” esterni (ad es., il gruppo di cura), che poi considera come oggetti pericolosi da distanziare (Cartwrig, 2002). Secondo Hyatt-Williams (1998), i criminali non si limitano all’esternalizzazione delle parti scisse e al controllo manipolativo dei container, ma lanciano un attacco diretto e violento contro di essi, distruggendoli o depotenziandoli gravemente. E’ solo attraverso un’analisi di queste dinamiche (Yakeley, 2012) che una Psicoterapia forense si potrà occupare anche dell’équipe curante, con il lavoro di gruppo svolto su di essa. In chiusura, l’importanza della psicoterapia del gruppo e sul gruppo viene esemplificata, illustrando un caso paradigmatico di scissione dell’équipe curante.

Keywords: équipe, offender, difficult patient, identificazione proiettiva, psicoterapia.

 

Manipulation and crime scenarios: which psychotherapy for offenders?

Abstract: Having examined the salient features of serious and “difficult” patients, the Authors moves on to the study of Offenders. At least initially the dynamic framework is quite similar, because the criminal uses the same archaic defensive tools: scission, negation, reversible perspective and, above all, projective identification. The projection of the toxic parts of the patient’s personality in external containers (e.g., the care team), which are identified with the toxic ejectors, confirms that they are actually dangerous objects to be distanced (Cartwrig, 2002). The criminal do not limit themselves to the externalisation of divided parts and to the control of the containers, but rather they launch a direct and violent attack against them, destroying them (Hyatt-Williams, 1998). It’s only through an analysis of these dynamics (Yakeley, 2012) that we can produce Forensic Psychotherapists, who not only care about the Offender but also the team of care. The importance of group psychotherapy is explained through the illustration of a paradigmatic case of team “splitting”.

Keywords: équipe, offender, difficult patient, projective identification, psychotherapy


Claudio Cavallari

Il rovescio dell’Edipo. Riflessioni sulla lettura lacaniana dell’Amleto (parte I)

Abstract: L’articolo presenta una riflessione condotta attorno alla lettura che Jacques Lacan offre dell’Amleto di William Shakespeare all’interno del suo Seminario VI – Il Desiderio e la sua Interpretazione. L’autore, prendendo le mosse dai riferimenti freudiani alla figura di Amleto, e seguendo l’itinerario disegnato dall’interpretazione lacaniana della celebre pièce del poeta inglese, istituisce una serie di paralleli con la figura dell’Edipo sofocleo e del suo impiego all’interno del dispositivo analitico, proponendosi di mostrare come tale capolavoro della letteratura possa essere assunto come riferimento paradigmatico rispetto al rapporto che intercorre tra desiderio e soggettivazione, e individuando attraverso la problematizzazione delle categorie di identificazione e fantasma il tortuoso itinerario capace di condurre il soggetto all’assunzione etica del proprio agire.

Keywords: Jacques Lacan, Amleto di Shakespeare, Desiderio, Fantasma, Identificazione

 

The reverse of Oedipus. Reflections on the lacanian interpretation of the Hamlet

Abstract: The article presents a reflection built around the interpretation that Jacques Lacan gives of William Shakespeare’s Hamlet in his VI Seminar – The Desire and its interpretation. Starting from the freudian’s references to Hamlet and following the path drawn by the lacanian interpretation, the author define a series of parallelisms with the figure of Sophocles’ Oedipus and with its use whthin the psychoanalitic device, trying to show how this masterpiece of the english literature can be assumed such as a paradigmatic point of reference in the relationship that runs between the categories of desire and subjectivation. The author individuate through the problematisation of the notions of identification and phantasy, the hard path that can conduce the subject to the ethical assumption of his actions.

Keywords: Jacques Lacan, Shakespeare’s Hamlet, Desire, Phantasy, Identification

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail