ABSTRACT DELLA RIVISTA
“GLI ARGONAUTI – PSICOANALISI E SOCIETÀ”

N° 160 GIUGNO 2019

 

Sarantis Thanopulos

La Madonna, il Diavolo e l’Acqua Santa

Abstract: L’autore utilizza materiale clinico per concentrarsi sulla Fantasia della “Madre Vergine”, che considera centrale nella clinica psicoanalitica. La Madre Vergine fa parte di una triangolazione che sostituisce quella edipica. Questa figura è collegata ad un bambino idealizzato, messianico, che riflette un Padre idealizzato. Quest’ultimo è una figura desessualizzata e astratta che eclissa il vero padre. La “Madre Vergine” corrisponde al complesso della “madre morta” teorizzato da A. Green (in una estensione della sua applicazione in ambito clinico). Essa origina da una profonda inibizione del corpo erotico di una donna gravemente ferita nella sua identità femminile durante la sua infanzia, che non accetta mai la propria sessualità ad un livello più profondo e si rende inaccessibile ad un reale coinvolgimento erotico, sia con i suoi partner adulti che con i suoi figli. La donna reale abitata, strutturata dalla fantasia della Madre Vergine, tratta il proprio desiderio e il desiderio dell’altro come tentazione del diavolo, ignorando che ospita dentro di sé il “male” reale: un’inerzia psichica, la morte che comprime la sua vita e invade le vite dei suoi figli.

Keywords: triangolazione edipica, Madre Morta, Madre Vergine, identità femminile, inibizione del corpo erotico.

 

Virgin Mother, Devil and Holy Water

Abstract: The author uses clinical material to focus on the Phantasy of the “Virgin mother” which he considers very central in the psychoanalytic clinic. The Virgin mother is part of a triangulation that replaces the oedipal one. This figure is related to an idealized, messianic child reflecting an idealized Father. The latter is a de-sexualized, abstract figure that eclipses the real father. The Virgin mother corresponds to the complex of “dead mother” theorized by A. Green (in an extension of its application in the clinic field). Origins from a serious inhibition of the erotic body of a woman heavily hurt in her female identity during her childhood, who never accepts her sexuality in a deeper level and makes herself inaccessible to a real erotic involvement both with her adult partners and with her children. The real woman inhabited, structured by the phantasy of the Virgin mother, treats her own desire and the other’s desire as a devil’s temptation, ignoring that she hosts inside herself the real “evil”: a psychic inertia, death that compress her life and invades the lives of her children.

Keywords: Oedipal Triangulation, Dead Mother, Virgin Mother, Feminine Identity, Inhibition of the erotic body.


Roberto Losso*, Ana Packciarz Losso**

Ripetizione transgenerazionale. Elaborazione transgenerazionale. La fantasia inconscia familiare condivisa di elaborazione transgenerazionale1

Traduzione di Angela Barchielli

Abstract: Estendendo il concetto freudiano di coazione a ripetere, vogliamo includervi quello di ripetizione transgenerazionale, che si ha non durante la vita del soggetto, ma attraversando le generazioni, come una trasmissione ripetitiva. Sviluppiamo inoltre il concetto di trasmissione trofica, necessaria per la costituzione e l’evoluzione dell’apparato psichico, che consente lo sviluppo di un processo di elaborazione transgenerazionale dei contenuti psichici. Descriviamo gli ostacoli a questo processo nelle famiglie “disfunzionali”, e postuliamo la presenza, in tali famiglie, di una fantasia inconscia famigliare condivisa di elaborazione transgenerazionale.

Keywords: ripetizione transgenerazionale, trasmissione trofica, fantasia inconscia di elaborazione transgenerazionale.

 

Transgenerational repetition. Transgenerational working-through. The shared family unconscious transgenerational working-through fantasy

Abstract: We extend the Freudian concept of repetition compulsion, introducing the concept of transgenerational repetition, produced not along the subject’s life but through generations, constituting the repetitive transmission modality. We also

develop the concept of trophic transgenerational transmission, necessary for the development of the psychic apparatus, and understanding its role allows us to institute a process of transgenerational working-through of psychic contents. We

describe the obstacles to this process in “dysfunctional” families, and the presence of a shared family unconscious working-through fantasy in these families.

Keywords: Transgenerational repetition, Trophic transmission, Transgenerational unconscious working-through fantasy.


Alberto Eiguer*

Meccanismi di compensazione nell’esperienza di sradicamento1

Traduzione di Luciana Bianchera e Giorgio Cavicchioli

Abstract: chi vive una esperienza di sradicamento si dà strumenti per sostenersi nei traumi subiti. Nel testo la questione viene affrontata in base alla esperienza clinica e all’esame di biografie di personaggi storici e legati al mondo dell’arte. Lo sradicamento verrà visto come un processo non del tutto negativo e se ne considerano gli aspetti familiari, gruppali, socio-antropologici. I principali meccanismi di compensazione descritti nel testo sono ri-concettualizzati a partire dal lavoro terapeutico e, quindi, nella elaborazione del controtransfert dell’analista. Vengono così messi a fuoco tre principali meccanismi di compensazione nella esperienza di sradicamento: il ripiegamento della famiglia su sé stessa, il falso sé o iper -adattamento al nuovo contesto culturale e il ricorso all’antenato.

Keywords: sradicamento, trauma, meccanismi di compensazione, falso sé, clivaggio

 

Compensation mechanisms in the eradication experiences.

Abstract: The person who experiences eradication elaborates tools to support him/herself in the subjected traumas. The article addresses the issue on the basis of the clinical experience and the examination of historical figures linked to the art world. Eradication is seen as a not totally negative process, and its familiar, groupal and socio-anthropological aspects are taken into consideration. The main compensation mechanisms described in the article are re-conceptualized from the therapeutic work and, therefore, in the elaboration of the analyst’s counter-transference. Thus, three main compensation mechanisms of the eradication experience are figured out: the family inward-folding, the false Self or the hyper-adaptation to the new cultural context and the recourse to anchestor.

Keywords: eradication, trauma, compensation mechanism, false self, cleavage


 

Loretta Zorzi Meneguzzo*

Il sogno: potenzialità dell’assenza, tra bisogno, desiderio e utopia. (Bisogno)1

Abstract: La disamina freudiana sul sogno mette in luce differenti qualità del desiderio, del bisogno e della volontà, anche in quanto volontà di conoscenza. Le leggi della sopravvivenza declinano difensivamente gli scopi conoscitivi: la ricerca di verità solide e canoniche ostacola la curiosità, che è, invece, possibilità di andare oltre i limiti che proteggono. L’inafferrabile vaghezza del linguaggio del sogno sfugge al bisogno di prevedere per sopravvivere. L’articolo riflette, anche grazie a brevissime vignette cliniche, sulla funzione di assimilazione e accomodamento che il sogno svolge, ponendo il sognatore, di fronte all’emergere di nuclei conflittuali irrigiditi. Essi chiedono di ridestare le possibilità in cammino, verso soluzioni più sane e soddisfacenti, perché il paziente si emancipi dalle costruzioni del passato che lo imprigionano nella catena di colpe, errori e accuse. La dialettica tra i distinti stati di coscienza rende possibile il sogno e il contatto con la disposizione anche all’invenzione, in quanto manifestazione di un’intelligenza creativa, che vive accanto al bisogno di basi sicure. Viene considerata la possibilità/necessità di interpellare, nel paziente, capacità e desiderio di sostare nell’insoddisfazione e nella mancanza, di accogliere e dar valore alla ricchezza dell’assenza.

Keywords: Sogno, Mancanza, Bisogno, Strutture motivazionali, Preconscio.

 

The dream: the potential of the absence, between need, wish and utopia. (The Need)

Abstract: The Freudian examination of the dream sheds some light on different properties of wish and will, also as will of knowledge. The survival laws inflect in a defensive way the cognitive purposes: the research of sure and strong truths impedes curiosity, that is, instead, possibility to go beyond the limits that protect us. The cryptic vagueness of the dream’s language wriggles away from the need to predict for the survival. The author reflects, also thanks to some very concise clinical vignettes, on the function of the dream of reorganization and assimilation of the new day experiences. The dreamer can get in touch with harden conflicting crux that is emerging. These conflicts are asking new satisfying and healthy answers, towards the liberation from the distorted builds of the past, that enchain with guilt and accusation. The peculiar dialogical dream’s condition, between different consciousness states, allows the individual to accept dissatisfaction, lack and absence, as chance to create and invent.

Keywords: Dream, Lack, Need, Motivational structures, Preconscious.


Andrea Crapanzano*

Ma alla fine è un asino o un unicorno?
La tormentosa storia di Freud con l’Omosessualità

Abstract: Spiegare l’evoluzione della relazione tra Freud e omosessualità è impresa difficile. Infatti, la mancanza negli scritti di Freud di un’opera unicamente incentrata sullo sviluppo di una teoria dell’omosessualità e la presenza di diverse e talvolta contradditorie formulazioni teoriche rintracciabili in diverse sue opere hanno contribuito all’origine di una profonda confusione su tale tema. Ciò ha generato un utilizzo discutibile delle sue affermazioni da parte di alcuni psicoanalisti a lui successivi. Infatti, alcuni psicoanalisti postfreudiani hanno rielaborato le idee freudiane o in maniera non innovativa al fine di confermare le originali idee di Freud sul tema o in maniera utilitaristica al fine di meglio sostenere le loro personali opinioni tese a considerare l’omosessualità o come una forma normale di sessualità o come una patologia. In questo articolo, l’autore si propone di descrivere i principali modelli teorici proposti da Freud sull’omosessualità evidenziandone ambiguità e contraddizioni. In particolare, vengono discusse le teorie freudiane sull’omosessualità vista come una perversione e le implicazioni di tale visione sulle teorie del Complesso di Edipo, Narcisismo, Bisessualità Universale e Trattamento.

Keywords: Freud, psicanalisi, omosessualità, modelli teorici, contraddizioni

 

But in the end, is it a donkey or a unicorn? Freud’s tormenting story with Homosexuality

Abstract: Explaining the evolution of the relationship between Freud and homosexuality is a difficult undertaking. In fact, the lack in Freud’s writings of a work solely focused on the development of a theory of homosexuality and the presence of

different and sometimes contradictory theoretical formulations traceable in several of his works have contributed to the origin of a profound confusion on this issue. This generated a questionable use of his statements by some psychoanalysts later. In fact, some post-Freudian psychoanalysts have reworked Freudian ideas or in a non-innovative way in order to confirm the original ideas of Freud on the subject or in a utilitarian way in order to better support their personal opinions aimed at considering homosexuality or as a normal form of sexuality or as a pathology. In this article, the author intends to describe the main theoretical models proposed by Freud on homosexuality, highlighting its ambiguities and contradictions. In particular, Freudian theories on homosexuality as a perversion and the implications of this view on the theories of the Oedipus Complex, Narcissism, Universal Bisexuality and Treatment are discussed.

Keywords: Freud, psychoanalysis, homosexuality, theoretical models, contradictions


 

Alessandra Capani *, Alessandra Mosca **, Matteo Zacchino **, Olga Maggioni **, Floriana Caccamo ***, Cristina Marogna ***, Camilla Turchet **

Il ruolo del tempo nelle dinamiche del gruppo. Uno studio esplorativo

Abstract: L’obiettivo di questo lavoro è contribuire alla comprensione del funzionamento dei gruppi con pazienti gravi nei contesti riabilitativi, attraverso uno studio qualitativo su un gruppo psicoterapico svoltosi all’interno di un Centro Diurno. La ricerca evidenzia il fattore tempo, considerato come organizzatore ad alta significatività affettivo-emotiva che regola la dinamica dell’incontro, dello scambio e della separazione, e tre fattori quali i temi, i movimenti e le metafore del gruppo, emergenti in relazione alle fasi del processo terapeutico complessivo e alle fasi interne alle sedute. Le analisi statistiche mostrano una congruenza tra nodi tematici del tempo iniziale e finale del percorso del gruppo e tempo iniziale e finale della singola seduta.

Keywords: tempo, fasi della seduta, fasi del gruppo, temi, movimenti, metafore.

 

The role of time in group dynamics. An exploratory study

Abstract: The aim of this work is to contribute to understand the functioning of groups with severe patients in rehabilitative contexts, through a qualitative study on a psychotherapeutic group held in a Day Center. The research underlines the time factor, considered as an organizer with a high emotional-affective significance that regulates the dynamics of the encounter, exchange and separation, and three factors such as themes, movements and group metaphors, emerging in relation to the phases of the overall therapeutic process and the phases inside the sessions. The statistical analyses show a congruence between emerging themes on the initial and final phase of the group’s session and initial and final phase of the single session.

Keywords: time, session phases, group phases, themes, movements, metaphors

 

 


Piergiorgio Bianchi

La dissoluzione dell’Altro: Lacan senza Hegel

 

Abstract:  Negli anni 1960 Lacan abbandona i riferimenti alla dialettica hegeliana, proponendo una nozione di inconscio come evento non assorbibile nel quadro di una razionalità del reale. Egli si confronta innanzi tutto con Antigone di Sofocle, in cui vede, in contrapposizione ad Hegel, la tragedia del desiderio che si pone oltre l’universale. Lo psicoanalista sottopone poi il concetto di alienazione a una revisione radicale. Si congeda da Hegel, ma continua a vedere in lui l’ultimo filosofo, l’espressione più alta raggiunta dal “discorso del padrone”.

Keywords: dialettica, alienazione, soggetto, psicoanalisi, inconscio.

 

The dissolve of the Other: Lacan without Hegel

Abstract: In the 1960s, Lacan abandons references to Hegelian dialectics, proposing a notion of the unconscious as an event that can not be absorbed within the framework of a rationality of reality. He is confronted first of all with Sophocles’ Antigone, in which he sees, as opposed to Hegel, the tragedy of desire which is beyond the universal. The psychoanalist then subjects the concept of alienation to a radical revision. Take leave of Hegel, but continues to see him the ultimate philosopher, the highest expression the “master’s speech”.

Keywords: dialectics, alienation, subject, psychoanalysis, unconscious.


 

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