La promessa di questo libro è che la sapiente saggezza, condita con un pizzico di follia, conduce a questa soluzione: si può quasi certamente vivere la vita piacevolmente, librandosi sul mondo della colpa, del sacrificio, del risentimento, della sofferenza, della rabbia e della paura, sospinti dal flusso vitale nel godimento, ad un tempo lieve ed intenso, di tutte le cose, di tutti gli incontri, festosamente, custodendo il ritmo, il gioco e il gusto. E venga pure la morte.
Il libro è la realizzazione di un modello culturale che si è sempre più affermato nella mia mente, quello di uno scambio, di un dialogo costruttivo e generativo, su essenziali problemi sociologici, filosofici e psicoanalitici, insomma su essenziali problemi esistenziali della nostra epoca, sì da pervenire allo sviluppo di nuovi ideali che vadano oltre, che trascendano quelli che sono celebrati nell’attuale società postmodernista e intersoggettivista, da me ridefinita società di Gesù Bambino, ma anche di quelli che hanno sostenuto la struttura della società del passato, del matriarcato e del patriarcato.
Terminerò con un motto del grande filosofo greco Eraclito, che mi auguro si addica anche al mio libro:  “Entrate, o forestieri, anche qui sono gli Dei!”

 

La psicoanalisi della tensione relazionale, al di là di classicismo e intersoggettivismo postmodernista, sviluppa un rapporto ottimale fra narcisismo e amore, le due manifestazioni essenziali dell’esistenza. Oltre la frattura freudiana, conforme al paradigma dell’aut-aut, fra narcisismo e amore, gli autori, seguendo il paradigma dell’et-et, mostrano come il narcisismo sano coincida con l’amore maturo, e come la consapevolezza, sintetizzando libido e aggressività, costruisca l’erotismo genitale e l’amore della persona per la persona. Il lungo, teso confronto con le ultime teorizzazioni freudiane illustra la nuova visione della psicoanalisi e della vita sana, elaborata nei decenni da Davide Lopez. Il libro è, dunque, un contributo al superamento della troppo perdurante crisi della psicoanalisi. La ricomposizione in una sintesi superiore del pensiero di Marx, Nietzsche, Freud e Heidegger accompagna la riaffermazione del paradigma dell’et-et, fondamento dell’approccio alla teoria della complessità. I paradossi della logica acquistano significato e potenzialità costruttiva, e vengono risolti dalla dialettica dei distinti. In questa analisi l’attrazione della cultura per l’amore romantico, sempre sfuggente, si svela come cedimento all’allettamento seduttivo della novità, il cui pedaggio è però l’alienazione di sè, perduto dietro l’oggetto che non c’è, e l’impossibilità dell’amore perdurante. L’avvincente e complessa interpretazione del mito di Narciso accompagna il percorso verso la concezione di un narcisismo sano, baluardo contro l’alienazione di sé.

 

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