Una via connette simbolicamente, e non solo simbolicamente, questi saggi – aperti su un vasto panorama dell’esperienza culturale umana – e si estende da una critica serrata e irriducibile del filosofo franco-slavo Vladimir Jankélévitch alla rievocazione della persona di Socrate, esponente culminante dell’unità della filosofia greca, là dove il saggio ancora si sposa con il filosofo, fino al dialogo immaginario con i filosofi italiani. Questa via – dove Davide Lopez incontra la psicoanalista Silvia Corbella, con cui in diversi saggi riprende e porta a compimento il dialogo già intrapreso altrove sul binomio libertà-amore, lo psicoanalista Anteo Saraval, interlocutore in uno dei dialoghi, e lo scrittore Alfredo Todisco – è la via della consapevolezza, la quale si muove senza sosta lungo il paesaggio selvaggio e sempre vario delle passioni umane, nella fiducia di pervenire a un incontro inestinguibile con 1’amore, in quella sintesi totale che è la persona e nel rapporto persona-persona. La “via nella selva” è un modello di lotta strenua per la liberazione ed emancipazione umana.

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