Gli Argonauti Psicoanalisi e Società.  Abstract N° 153 – Giugno 2017

 

 

ALBERTO EIGUER

“Lo stigma e l’odio di sé”.

 

Riassunto  

Questo lavoro affronta il problema dello stigma.  Uno stigma è un difetto ma diviene stigmatizzante quando  si sviluppa dell’odio nei confronti di se stessi, quando ci si disprezza. Per l’autore, l’ambiente famigliare gioca una funzione non trascurabile in questa evoluzione. Egli ne studia le differenti derive e in particolar modo si interessa alle conseguenze dello sguardo altrui. Se il gruppo sociale e quello famigliare giocano dunque un ruolo in questa evoluzione, è  proprio con il gruppo e con il suo appoggio che la situazione della stigmatizzazione potrà essere capovolta e lo stigma potrà  diventare una forza. Un caso clinico nel testo permette di descrivere gli effetti dell’odio di sé. I contributi della filosofia e della sociologia approfondiscono questa analisi.

Parole chiave

Stigma. Stigmatizzazione. Pregiudizio. Odio di sé. Lo sguardo degli altri. Il sé. L’Io.


ANA PAKCIARZ LOSSO- ROBERTO LOSSO

I miti contemporanei, il corpo e la violazione dell’intimità

Riassunto

Gli Autori evidenziano i modi differenti di osservare psicoanaliticamente e considerare il corpo e la sua intimità alla luce dei profondi cambiamenti macrosociali avvenuti in più di mezzo secolo. In dettaglio: attraverso lo studio dei miti sociali che attraversano le famiglie oggi, viene approfondita la crisi dei legami familiari, sociali e comunitari attuali che si esprime anche attraverso la manipolazione dei corpi. Il contributo della biopolitica ci fornisce elementi per comprendere come i miti contemporanei agiscono inconsciamente nella mente degli individui e nelle dinamiche familiari. Questi miti determinano cambiamenti nella considerazione e nella significazione dei nostri corpi e nelle azioni che pratichiamo su di essi.
Parole chiave

Miti, nuovo platonismo-cartesianismo, corpo, manipolazione, biopolitica.


ALESSANDRA CAPANI

La crisi fra tradizione e tradimento

Riassunto 

L’articolo affronta la tematica del tradimento a partire dalla clinica gruppale, all’interno di un Day Hospital Territoriale per pazienti subacuti. La situazione di crisi viene letta dal gruppo curante come espressione  e come tentativo di superare una impossibile conciliazione tra esigenze psichiche opposte, tra bisogno di mantenersi nel solco della trasmissione della vita psichica, cioè della tradizione, garante dell’iscrizione dell’individuo in un gruppo di appartenenza, e necessità di tradimento, ossia di andare oltre l’attaccamento al passato per conquistare una propria dimensione soggettiva. Nella patologia grave la tradizione tende a costituire un mandato ipersaturo, incriptato in quanto non inscritto in una narrazione, che come tale ingessa, impedisce o rende molto difficile l’emancipazione. L’approccio terapeutico gruppale, all’interno di una cornice capace di contenere le intense angosce caratteristiche  degli stati di crisi, permette di dare voce, riconoscere diritto di cittadinanza  e possibilità di senso a queste opposte istanze, aprendo lo spazio psichico, l’elaborazione trasformativa.


FRANCO FORNARI

La personalità “Come-se”

Riassunto

Non è esagerato affermare che all’articolo “Some Forms of Emotional Disturbance and their Relationship to Schizophrenia”, scritto da Helene Deutsch nel 1942, andrebbe attribuita un’importanza non inferiore a quella attribuita ai famosi Casi Clinici dello stesso Freud. In quel lavoro l’Autrice rivelò, per la prima volta in assoluto, l’esistenza di un disturbo di personalità molto particolare a cui diede il nome di ‘come-se’, per descrivere l’impatto che questi soggetti producono invariabilmente su qualsiasi interlocutore: un’impressione di normalità apparente, seguita però da una sensazione di inautenticità, molto difficile da spiegare. Ancora oggi i soggetti ‘come-se’ non sono facili da individuare, in quanto inducono facilmente il clinico a scambiarli per nevrotici puri, mentre la loro adesività e la loro compiacenza passiva riescono spesso a vanificare qualsiasi sforzo psicoterapeutico. È plausibile ritenere che questa loro capacità di passare pressoché inosservati – non a caso sono stati soprannominati anche Camaleonti Sociali – sia la ragione principale di una letteratura sorprendentemente scarsa su questi soggetti, nonostante siano trascorsi settantacinque anni dall’articolo della Deutsch.

Riassumendo quanto è stato possibile scoprire in tutti questi anni, il presente articolo non si propone di risvegliare l’interesse sul disturbo di personalità ‘come-se’ solo ai fini di un più efficace approccio terapeutico, ma anche di richiamare l’attenzione su alcune sue caratteristiche apparentemente contraddittorie, che potrebbero fornire importanti informazioni sul funzionamento psichico nella sua globalità.


PAOLA CECCON- ELENA SALVATRICE LA ROSA

Quando la guerra è in casa: il gruppo-famiglia nella “liquidità” contemporanea

Nella società contemporanea i concetti di disagio e di crisi sembrano aver lasciato il posto ad uno stato di malessere più generale: mentalizzazione e alfabetizzazione emotiva sono tappe difficili da raggiungere per l’individuo; famiglia e coppia sono istituzioni in continuo mutamento e trasformazione, contenitori che non tengono più, luoghi di permanenza più che di appartenenza simbolica.

Quali tipi di conflitti familiari si impongono all’attenzione del clinico nella “liquidità” contemporanea dei legami umani? E’ possibile mentalizzare il conflitto all’interno del gruppo primario, o si rimane sul mero piano dell’agire? Attraverso vignette cliniche verranno illustrati alcuni dei traumi e dei conflitti che caratterizzano coppie e famiglie nell’attuale contesto di modernità liquida.

Parole chiave: gruppo-famiglia; conflitto; violenza; trauma; liquidi


LUISA CONSOLARO

L’arte di riparare se stessi

Riassunto
Nell’articolo viene raccontata la storia clinica di una giovane donna, artista del riciclaggio, con disturbo borderline di personalità. La riflessione utilizza come prospettiva di analisi sia la sua produzione artistica e le modificazioni creative prodotte nel tempo sia l’intreccio tra la relazione terapeutica e le capacità autoriparative del Sè.
Parole chiave: disturbo borderline di personalità, trauma, stati multipli del Sé, resilienza,  creatività, arte,  azione artistica, Louise Beaurgeois e la psicoanalisi, capacità integrative e autoriparative.


LAURA CERIOTTI

Spazi o luoghi? Riflessioni su significato e influenza del contesto nelle situazioni di cura

 

Riassunto

“Il senso soggettivo del sé non è definito ed espresso unicamente dalle relazioni con gli altri, ma anche dalle relazioni con i vari setting fisici entro cui si specifica e si struttura la vita quotidiana (Proshansky et al, 1983)”

Dalla nascita in poi, attraverso il corpo in movimento e l’interazione con il mondo umano e non-umano, si prende possesso dello spazio esterno, interiorizzandolo e trasformandolo in luogo attraverso esperienza,  emozione, tempo, memoria. Il “passato ambientale” di ciascuno incide sul riconoscimento, o meno, dei contesti che si attraversano nell’arco della propria vita. La casa, le abitudini, le attività e le routine quotidiane rivestono una funzione identitaria, riconoscibile soprattutto in vecchiaia, in particolare quando cadute o malattie  sradicano bruscamente la persona dall’ambiente domestico, costringendola ad affrontare ambienti sconosciuti. Nei contesti di cura diviene quindi di fondamentale importanza la responsabilità dei professionisti nel riconoscere e restituire il significato di spazio e luogo, poiché solo in quest’ultimo si può davvero accogliere e contenere.


Cosimo SCHINAIA

Dal film Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini a Boko Haram. La mentalità pedofila nella perversità sociale.

 

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