«Al di là della saggezza, al di là della follia » è un’opera di psicoanalisi insolita: una raccolta di « aforismi psicoanalitici » equidistante tanto dal trattato, nel solco della tradizione accademica tedesca, quanto dalla monografia clinica, cara all’empirismo anglosassone. Non che la forma aforistica sia, nella letteratura psicoanalitica, una novità assoluta: la scuola americana cosiddetta « neofreudiana », in particolare, ha usato con larghezza questo espediente per offrire al grosso pubblico, piacevolmente confezionate, le sue « ninne-nanne »- come le chiama Norman Brown. Se non che – e in ciò sta appunto il carattere non convenzionale di questo libro – Lopez è un autore tutt’altro che colloquiale, salottiero e gastronomico; è anzi assolutamente rigoroso, severo, polemico, talvolta brutale: ma si abbia -sempre presente che la necessaria (e spesso solo apparente) durezza e perentorietà della posizione non perde mai di vista l’obiettivo – così di un’analisi come della crescita della persona -, che è la maturità vera, l’emancipazione, « il paradiso della genialità ». Le tesi enunciate da Lopez (i cui « maestri » sono, insieme con Freud e Reich, Marx e Nietzsche) sono peraltro radicate nel solido terreno dell’esperienza terapeutica e didattica, e accettano di essere controbattute su questo solo terreno. Benché esposte in forma diaristica e aforistica, attraverso i dialoghi delle tre Persone (in senso etimologico) del « dramma psicoanalitico »: l’Analista, il Paziente e lo Studente, le idee dell’autore costituiscono un corpus organico e coerente, ricco di intuizioni acute e feconde, soprattutto a proposito della tecnica dell’analisi, del rapporto col paziente e della figura del terapeuta, e dunque possono interessare e risultare utili sia all’« addetto ai lavori » che al lettore appena informato.

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