La nostalgia ferita

Ci sono nostalgie dolorose e scarnificanti, nostalgie che fanno vivere e nostalgie che fanno morire, nostalgie che si nutrono di gioia e di tristezza, nostalgie che non si cancellano nel corso del tempo e nostalgie labili ed effimere.

Eugenio Borgna

 

Dalla quarta di copertina del libro “La nostalgia ferita” di Eugenio Borgna

Eugenio Borgna continua, con questo libro, a elaborare un altro elemento del suo personale lessico delle emozioni. Qui racconta la nostalgia ferita, con le sue collaterali parole tematiche: quella della memoria, quella del tempo, quella della patria perduta, quella dell’infanzia. Ma c’è anche la nostalgia della morte, quella di un volto che, come diceva Rilke, ci accompagna, a volte introvabile; e anche la nostalgia della vita quando la malattia è in noi. La nostalgia aperta alla speranza è diversa da quella pietrificata nel passato. Queste sono alcune delle parole che tematizzano il libro. Ci sono nostalgie ferite dal dolore, e nostalgie che se ne salvano. Ovviamente, significa fare riferimento a Leopardi e Proust ma anche a Emily Dickinson e Guido Gozzano. La nostalgia, infine, può essere intesa come recupero del passato: come sua donazione di senso; come antitesi, anche, al drago dell’indifferenza che porta al deserto delle emozioni.

Eugenio Borgna è psichiatra e docente. Presso Einaudi ha pubblicato Elogio della depressione (con A. Bonomi 2011), La fragilità che è in noi (2014), Parlarsi (2015), Responsabilità e speranza (2016) e Le parole che ci salvano (2017), che raccoglie in un unico volume gli ultimi tre testi. Sempre nel 2017, presso Einaudi, ha pubblicato L’ascolto gentile.

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