dicembre 2005 – Dipendenze/addiction  (Parte prima)

a cura di Carlo Zucca Alessandrelli

Negli ultimi anni, si assiste al progressivo passaggio dal concetto di dipendenza a quello, più articolato e complesso, di addiction, che sottolinea il disturbo narcisistico alla base della dipendenza. Molti grandi psicoanalisti, fin dagli trenta, hanno cominciato un percorso di utilizzazione del termine addiction che già allora si allontanava sempre più dall’idea di tossicomania per sottolineare il significato moderno di questo concetto. Esso concerne la necessità compulsiva di rivolgersi a sostanze, comportamenti, situazioni che possano formare un’identità, comunque sia, pur di rimanere in contatto con la realtà. Questa impostazione che integra il narcisismo con la dipendenza propone la necessità di modalità terapeutiche che sappiano tenere in considerazione il bisogno di sviluppo di un senso di sé fragile anche se grandioso. È la psicoanalisi che ha dato un primo significato di valore ai comportamenti da addiction per cominciare a comprenderne le origini, da quelle inconsce a quelle preconsce, ai tratti di carattere, alle carenze del sé, agli assetti narcisistici di base.

Le moderne teorie analitiche che si fondano sul valore della relazione offrono modalità e tecniche terapeutiche adeguate.

Di questo trattano gli articoli compresi sia in questa prima parte che nella seconda, che apparirà a giugno.

I lavori sono recenti elaborazioni di psicoterapeuti, psicoanalisti e psichiatri che, da diversi anni, a partire da una serie di idee che sono maturate nel tempo sui concetti di narcisismo e dipendenza, riflettono e dibattono al Centro Studi del CART con nuove ricerche che spaziano dalla psicoterapia individuale a quella di gruppo, a trattamenti specializzati come quelli multifasici e le terapie a termine.